Per molte persone la pubertà sembra iniziare il giorno in cui arriva il primo ciclo mestruale.

In realtà non è così.

Il menarca, cioè la prima mestruazione, è solo una tappa di un viaggio iniziato molto tempo prima.

Capire questo cambia completamente il modo in cui accompagniamo una bambina nella sua crescita.

Se aspettiamo l’arrivo delle mestruazioni per iniziare a parlare del corpo, spesso siamo già in ritardo.

La pubertà è un percorso, non un evento

La pubertà è un processo graduale che coinvolge tutto il corpo.

Il cervello, le ghiandole endocrine, le emozioni, le relazioni e l’immagine di sé iniziano a trasformarsi molto prima che compaia il sangue mestruale.

Per questo motivo non esiste un “giorno” in cui una bambina entra nella pubertà.

Esistono tanti piccoli cambiamenti che, uno dopo l’altro, la accompagnano verso l’adolescenza.

I primi segnali arrivano spesso anni prima

Molte bambine iniziano a cambiare già tra gli 8 e i 10 anni.

Tra i primi segnali possiamo osservare:

  • la comparsa del piccolo bottone mammario (telarca);
  • un cambiamento dell’odore corporeo;
  • i primi peli sotto le ascelle o sul pube;
  • una maggiore produzione di sebo e, talvolta, i primi brufoli;
  • una crescita più rapida in altezza;
  • cambiamenti emotivi e una maggiore sensibilità.

Sono tutti segnali che il corpo sta iniziando a prepararsi.

Le mestruazioni arriveranno, nella maggior parte dei casi, diversi anni dopo.

Il corpo si prepara con calma

Quando arriva il primo ciclo, il corpo non è ancora completamente maturo.

Le ovaie stanno ancora imparando a lavorare.

Per questo motivo, nei primi anni dopo il menarca, è normale che:

  • i cicli siano irregolari;
  • alcune mestruazioni saltino;
  • l’ovulazione non avvenga tutti i mesi;
  • il flusso cambi molto da un ciclo all’altro.

Non significa che ci sia qualcosa che non va.

Significa semplicemente che il sistema riproduttivo sta ancora crescendo.

Anche il cervello cambia

Durante la pubertà non cambia solo il corpo.

Cambiano il modo di pensare, la gestione delle emozioni, il bisogno di autonomia e il rapporto con gli altri.

Una bambina può sembrare improvvisamente più sensibile, più timida o, al contrario, più impulsiva.

Non è “diventata difficile”.

Sta attraversando una trasformazione profonda.

Per questo motivo ha bisogno di adulti presenti, capaci di ascoltare senza giudicare.

C’è un libro molto interessante su questa tematica che si chiama: “ Capire le adolescenti

Perché è importante parlarne prima del menarca

Se iniziamo a parlare di mestruazioni soltanto quando arriva il sangue, rischiamo di vivere quel momento come un’emergenza.

Al contrario, quando una bambina conosce già il proprio corpo:

  • sa cosa aspettarsi;
  • riconosce i cambiamenti con serenità;
  • vive il primo ciclo con meno paura;
  • si sente accompagnata e non sorpresa.

L’educazione al corpo non serve a far crescere le bambine più in fretta.

Serve a fare in modo che nessun cambiamento le trovi impreparate.

La pubertà è molto più delle mestruazioni

Ridurre la pubertà al menarca significa guardare soltanto l’ultimo capitolo di una storia iniziata molto prima.

La pubertà è un tempo di trasformazione.

È il momento in cui una bambina costruisce il rapporto con il proprio corpo, con le proprie emozioni e con la propria identità.

Ed è proprio in questo periodo che la presenza degli adulti può fare la differenza

Nei percorsi della Fata del Grembo accompagno madri e figlie proprio in questo tempo di passaggio.

Non aspettiamo il primo ciclo per parlare del corpo.

Iniziamo prima, con parole semplici, gioco, creatività e ascolto, perché la conoscenza non toglie magia: la rende ancora più bella.

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